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autotrapianto oculare

Chirurgia oftalmica avanzata: primo autotrapianto oculare combinato per la cura della cecità

4 Settembre 2026

Nell'ambito della chirurgia oftalmica avanzata, la gestione delle cecità bilaterali secondarie a traumi complessi o a quadri patologici con compromissione tissutale asimmetrica ha storicamente presentato limiti invalicabili, in particolar modo quando il danno interessa simultaneamente sia le strutture diottriche anteriori che le componenti neurosensoriali posteriori. 

In questo panorama clinico si inserisce la recente procedura microchirurgica condotta presso il Polo Oculistico dell'Ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, dove l'équipe medica guidata dal professor Michele Reibaldi ha eseguito una complessa redistribuzione anatomica e funzionale autologa su una paziente di sessantasette anni affetta da cecità bilaterale inveterata. 

Il quadro patologico della paziente si caratterizzava per un'asimmetria lesionale in cui l'occhio destro conservava un segmento anteriore trasparente, ma risultava funzionalmente spento a causa di un'atrofia irreversibile del nervo ottico; mentre l'occhio sinistro presentava una grave opacizzazione corneale e un disordinamento strutturale della camera anteriore, pur mantenendo un potenziale fisiologico neuroretinico residuo. La scarsa responsività alle opzioni terapeutiche convenzionali, tra cui le tecniche di cheratoplastica penetrante standard, ha indotto l'équipe a programmare una procedura di autotrapianto combinato, strutturata nel prelievo del segmento anteriore e della regione maculare dall'occhio destro e nel loro simultaneo innesto nell'occhio sinistro. L'intervento, protrattosi per circa venti ore, ha richiesto il ricorso alla microdissezione tissutale ad alta precisione e alla vitrectomia via pars plana per isolare il flap retinico contenente la macula, preservandone l'integrità morfo-funzionale e posizionandolo in modo da favorire la riorganizzazione della perfusione profonda mediante il contatto con la coriocapillare ricevente. L'impiego di tessuto esclusivamente autologo ha consentito di annullare le problematiche di rigetto immunologico tipicamente correlate al trapianto di strutture oculari vascolarizzate o complesse, mentre le valutazioni post-operatorie condotte mediante tomografia a coerenza ottica hanno evidenziato un corretto posizionamento dei tessuti e una ripresa della conducibilità elettrica retinica, traducendosi in un parziale ma significativo recupero della percezione visiva e della capacità di discriminazione spaziale da parte della paziente.

Questo tipo di operazione è la prima esecuzione a livello mondiale di un autotrapianto combinato di segmento anteriore e macula. L'esito di questa procedura, infatti, non solo segna un traguardo senza precedenti nella chirurgia ricostruttiva oculare, ma stabilisce anche un nuovo paradigma clinico per la presa in carico di condizioni di cecità precedentemente ritenute irrimediabili.

 

Fonte: SkyTg24. Leggi qui l’articolo originale. 

Fonte: Agi. Leggi qui l’articolo originale. 

Fonte: Panorama della sanità. Leggi qui l’articolo originale. 

Fonte: Doctor33.it. Leggi qui l’articolo originale. 

Fonte: Mondosanià.it. Leggi qui l’articolo originale.