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news 4 luglio - Termoablazione con radiofrequenza nella metastasi linfonodale tiroidea

Termoablazione con radiofrequenza: all'Ospedale di Carpi un intervento mininvasivo su metastasi da tumore tiroideo

27 Luglio 2026

La termoablazione con radiofrequenza si sta consolidando come opzione mininvasiva nel trattamento di particolari lesioni tiroidee, incluse alcune metastasi linfonodali da carcinoma tiroideo. 

Presso l’Ospedale Ramazzini di Carpi, l’équipe dell’AUSL di Modena ha eseguito una particolare procedura di termoablazione con radiofrequenza in un paziente di 69 anni con metastasi a un linfonodo laterocervicale, ottenendo un trattamento efficace, ben tollerato e seguito da dimissione in giornata. L’intervento è stato eseguito in anestesia locale, sotto guida ecografica, mediante introduzione di un ago-elettrodo a piccolo calibro collegato a un generatore di radiofrequenza, con ablazione termica del tessuto patologico. Un passaggio tecnico-operatorio rilevante è stato l’impiego dell’idrodissezione, utile a creare una barriera di sicurezza tra la lesione e le strutture anatomiche adiacenti, in particolare carotide, vena giugulare e muscolatura cervicale, riducendo così il rischio di danno termico a vasi e nervi. 

La procedura si inserisce in un contesto clinico ben definito: la chirurgia resta il trattamento di riferimento per le metastasi linfonodali del carcinoma tiroideo, ma la termoablazione può rappresentare una valida alternativa nei pazienti che non possono sottoporsi ad una operazione chirurgica, soprattutto in presenza di pregressi interventi, o a causa di elevati rischi operatori.

La selezione del paziente e la valutazione multidisciplinare restano elementi fondamentali per definire l’indicazione più appropriata. Il trattamento deve essere considerato all’interno di un percorso oncologico personalizzato, che tiene conto dell’istologia, delle dimensioni e della sede della lesione. L’esperienza del centro di Carpi, che da anni esegue termoablazioni tiroidee con radiofrequenza, microonde ed Echolaser, testimonia l’evoluzione dell’endocrinologia interventistica verso approcci sempre più precisi, sicuri e orientati alla qualità di vita del paziente.

 

Fonte: Ausl Modena. Leggi qui l’articolo originale. 

Fonte: Modena Today. Leggi qui l’articolo originale.